Paola Taufer

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Pull a pig: fenomeno disgustoso, cosa fare?

 

La bellezza è negli occhi di chi guarda, recitava un vecchio adagio. Ma oggi in quegli occhi vi è la bruttezza, o meglio, la ricerca di ciò che appare brutto e quindi disgustoso.

Non si tratta di un cibo, né di un oggetto, ma di ragazze.

Giovani ragazze che vengono avvicinate da ragazzi, con l'unico scopo di essere prese in giro e poi lasciate, dopo aver vinto l'ennesima sfida del pull a pig, letteramente “pesca il maiale”.

Un gioco penoso, non troppo nuovo, ma portato recentemente alla ribalta, da una ragazza che ha deciso di mettere in piazza (o meglio, sul web) il crudele raggiro.

Si tratta di un fenomeno che coinvolge ragazzi dai 13 ai 25 anni in tutto il mondo. Consiste nel sedurre e portare a letto la ragazza più brutta della festa, o del luogo, illudendola di piacere davvero.

Il fatto non sembri una bravata: a seconda del carattere della ragazza questo può rappresentare un vero e proprio trauma, da cui in casi eccezionali si può non uscire.

Ma senza arrivare ai casi più estremi, ragazze carine potranno a lungo sentirsi brutte, le più brutte di tutte, perché così additate e scelte da giovani insensibili e senza scrupoli.

L'aspetto fisico, soprattutto in adolescenza, è un importante punto di riferimento per la crescita psicologica dell'individuo e la formazione di una sana autostima. Non piacersi, se da una parte è abbastanza comune e gradualmente scompare con la crescita di una immagine positiva di sè, dall'altra può diventare una vera e propria ossessione verso il corpo, spingendo verso comportamenti a rischio (abuso alcool, sostanze stupefacenti) o vere e proprie patologie (anoressia, sport addiction, atc.).

Essere vittime di un gioco così umiliante, è sicuramente molto doloroso per chi lo vive e può portare alla diminuzione di fiducia verso l'altro e condurre verso un sistematico sospetto o ad una cupa anaffettività. In questi casi un percorso di rafforzamento dell'Io con un aumento dell'autostima è fortemente indicato.

Ma chi è il ragazzo che sceglie di ferire in questo modo una sua coetanea?

Maschi decisamente insicuri, con bassa autostima, che temono di fallire e non sanno affrontare la frustrazione di un no. Ragazzi non pochi strumenti di conquista, che dietro al gioco in cui si divertono, accumulano timore di amare, paura della solitudine e spavalda ( e non vera) indifferenza.

            Questi andrebbero aiutati forse più delle ragazze, perché più deboli e soli calati nella loro parte di falsi dei.

Un accenno sulla dinamica del pull a pig: si tratta anche qui di “usare” la donna, percependola come essere inferiore, riducendola ad un oggetto sessuale e ridendo poi di lei, del suo viso ricolmo di speranza, frantumando l'anelata occasione di felicità.

Ragazzi che non diventeranno mai veri uomini.